IL PRODIGIO DI WATSEKA: IL PRIMO CASO DOCUMENTATO DI POSSESSIONE IN USA

IL PRODIGIO DI WATSEKA: IL PRIMO CASO DOCUMENTATO DI POSSESSIONE IN USA

prodigio di Watseka
Il libro scritto dal dr. Stevens sul prodigio di Watseka

A Watseka piccolo paese dell’Illinois, si verificò il primo caso documentato di possessione negli USA, noto come “The Watseka Wonder” (il prodigio di Watseka) ancora oggi lascia perplessi e sconcertati gli esperti e appassionati del paranormale, infatti quello di cui stiamo per parlarvi è uno dei misteri più inquietanti mai accaduti.

Questo caso di possessione durò quasi un anno, precisamente dall’11 luglio del 1877 sino al 21 maggio del 1878, ma per capire veramente questa storia dobbiamo andare ancora indietro nel tempo, dove tutto ebbe inizio, ovvero da una bambina di nome Mary Roff.

Nata l’8 ottobre del 1846, Mary Roff aveva appena sei mesi quando ebbe le sue prime crisi epilettiche e stati di trance che continuarono per tutta la sua breve vita, inoltre sin da bambina sostenne di sentire strane voci che le dicevano di compiere atti malvagi contro se stessa e contro gli altri.

Con il passare del tempo la giovane cadde in stati di trance sempre più lunghi, durante i quali a quanto lei stessa affermò, oltre a parlare con i morti, viaggiava, riuscendo anche a descrivere luoghi in cui non era mai stata.

A questo punto i suoi genitori in preda alla disperazione resero pubblico il problema facendo assistere a questi stati di trance, giornalisti, sacerdoti e cittadini tra i più colti, tutte persone in grado di poter confermare se i posti di cui parlava la giovane esistevano per davvero.

prodigio di Watseka
Mary Roff

Mary Roff inoltre andando avanti, sviluppò anche la capacità di predire il futuro e conoscere dettagli intimi di persone che non aveva mai conosciuto prima, questa situazione però la deteriorò sia fisicamente che mentalmente, tanto che cominciò ad avere scatti di ira ma non solo, si convinse inoltre che doveva drenare il sangue dal suo corpo e per far ciò cominciò ad usare spilli, sanguisughe e lamette.

I suoi genitori cercarono di gestirla e proteggerla meglio che potevano, ma quando la trovarono stesa sul pavimento della sua camera in una pozza di sangue, decisero di ricoverarla presso il manicomio statale di Peoria nell’Illinois, dove il 5 luglio del 1865 all’età di 19 anni, morì in modo strano, mentre era stesa nel suo letto lanciò un urlo terrificante e quando gli infermieri accorsero nella sua stanza, la trovarono priva di vita.

Detto questo veniamo alla storia principale, dodici anni dopo, l’11 luglio del 1877 cominciò il calvario della famiglia Vennum, quel giorno infatti la loro figlia Lurancy di 13 anni cadde in uno stato di trance, il primo di una lunga serie, di fatti questi stati catatonici con il passare dei giorni divennero sempre più frequenti e lunghi,  durante i quali la ragazza affermava di udire sia le voci degli angeli che quelle dei morti, ma ogni volta che si riprendeva non ricordava nulla di quanto accaduto.

Lurancy con il tempo cominciò a predire il futuro e parlare diverse lingue, alcune delle quali molto antiche e incomprensibili ai più, inoltre affermò di essere perseguitata dalle anime dei defunti che a tutti i costi volevano parlare con lei.

Lurancy Vennum

Il problema di Lurancy Vennum si diffuse rapidamente in tutto lo Stato, tanto che anche i giornali cominciarono ad occuparsi di questo strano caso, e con la popolarità arrivò la curiosità, medium e appassionati del paranormale si precipitarono a Watseka per seguire o assistere a quanto accadeva alla giovane.

I genitori di Lurancy però non aveva nessuna intenzione di farla assistere da medium o esperti del paranormale, l’unica cosa che interessava loro, era curarla, e dopo averla fatta visitare da diversi medici, e rassegnatisi al fatto che la giovane era affetta da gravi disturbi psichici, decisero di ricoverarla presso il manicomio statale di Peoria, praticamente a Lurancy stava accadendo quanto successo a Mary Roff tredici anni prima.

Nel gennaio del 1878 mentre i Vennum si preparavano a portare la figlia in manicomio, ricevettero una telefonata inaspettata da parte di Asa Roff, il padre di Mary, il quale venuto a conoscenza del caso di Lurancy, raccontò loro di quanto accaduto molti anni prima a sua figlia, implorandoli inoltre di non commettere il suo stesso errore, ovvero portare Lurancy in quel manicomio altrimenti sarebbe morta, inoltre l’uomo consigliò di far esaminare la ragazza dal dr. E. Winchester Stevens, medico e spiritista, e fu così che i Vennum accettarono i consigli di Asa Roff, in quanto sebbene fossero scettici erano allo stesso tempo disperati.

Dopo aver visitato Lurancy, il dr. Stevens dichiarò che la giovane era assolutamente sana di mente e che i suoi misteriosi stati di trance erano in poche parole di natura paranormale, praticamente secondo il medico la ragazza era un mezzo attraverso il quale i morti cercavano di comunicare, pertanto decise di sottoporre la giovane ad una seduta di ipnosi, durante la quale la ragazza cominciò a parlare con voci diverse.

Il dr. E. Winchester Stevens

Inizialmente si manifestò uno spirito di nome Katrina Hogan, poi subito dopo lo spirito di un ragazzino morto suicida di nome Willy Canning che per oltre un’ora si impossessò del corpo di Lurancy, la quale risvegliata dal dr. Stevens, disse di essere stata in cielo e di aver conosciuto uno spirito buono di nome Mary Roff; pronunciato questo nome tutti i presenti rimasero sconvolti.

Da quel giorno gli stati di trance di Lurancy che solitamente duravano qualche ora, andarono avanti ininterrottamente, e a parlarle era Mary Roff, la quale raccontava ai Vennum di lei e della sua famiglia, aggiungendo di essere ben consapevole del fatto che non era nel suo corpo e di non essere in casa sua e quando i Vennum nello sconforto più totale, chiesero a Mary, se avrebbe mai lasciato il corpo della loro bambina, non ricevettero alcuna risposta.

Un giorno la signora Roff, venuta a conoscenza che sua figlia Mary possedeva Lurancy, decise di far visita ai Vennum assieme a Minerva l’altra figlia, ma prima che le due donne bussassero alla porta, Lurancy urlò: “Arriva mamma e Nervie”, solo Mary chiamava sua sorella in quel modo.

Tom e Lurinda Vennum, ormai rassegnati al fatto che quella non era più la loro bambina, permisero ai Roff di portarla a casa loro ma ad una condizione, che potessero farle visita ogni volta che lo desideravano, con la speranza che un giorno Mary avrebbe lasciato il corpo di Lurancy.

Passarono alcuni mesi e Mary che ripeto parlava attraverso Lurancy, dimostrò di sapere e ricordare cose che Lurancy non poteva assolutamente sapere, i Roff erano al settimo cielo, avevano riavuto la loro bambina, ma la loro euforia svanì quando disse loro che poteva restare solo sino a Maggio, senza specificare il perché.

Con il passare dei giorni Mary divenne sempre più triste, confidò ai suoi genitori di non sopportare il fatto che avrebbe dovuto lasciarli di nuovo, ma il 21 maggio del 1878 dopo aver detto: “Addio”, andò via per sempre, liberando il corpo di Lurancy che riaccompagnata a casa da quel giorno non andò più in trance, crebbe felice e in salute e soprattutto non ricordando mai nulla di quella incredibile esperienza.

Termina con un lieto fine quindi questo caso di possessione per certi versi anomalo, forse unico, ad ogni modo “ Il prodigio di Watseka ” benché inquietante, lascia intendere che c’è sempre una seconda possibilità.

 

Copyright © 2017 Mystery Rangers Mystery Rangers by Maverick

Precedente RODOLFO VALENTINO E LA DONNA IN NERO Successivo IL QUINTO MISTERO: SATANA E LUCIFERO